Logo: è arrivato il momento di cambiarlo?

Un logo forte e ben fatto può avere un impatto notevole sulla vostra attività. A volte si ha la giusta intuizione al primo colpo (Nike ha avuto “fortuna”?) ma, il più delle volte un logo deve essere cambiato, adattato e modificato per stare al passo con i tempi (nel vostro armadio non ci sono ancora i vestiti degli anni ’80).

Questa esigenza nasce soprattutto per i brand più longevi: il logo progettato negli anni 70, probabilmente non avrà molto da trasmettere nel 2021.

Per questo motivo vogliamo elencare alcune domande chiave che è bene porsi per capire se è arrivato il momento di mettere il logo che tanto abbiamo amato nel cassetto dei ricordi.

L’attività si è allargata o è cambiata?

Se la vostra attività si è espansa notevolmente o se la vostra offerta si è ampliata con una linea completa di nuovi prodotti allora potrebbe essere arrivato il momento in cui in vostro logo…è riduttivo.

esempio rebranding Domino's Pizza

DOMINO’S

Domino’s ha aggiornato il suo logo altamente riconoscibile per trasmettere le nuove proposte nel suo menù.

Il vostro logo è datato?

Potrebbe essere una domanda ovvia ma far entrare il vostro logo nell’era moderna gli è dovuto. Non solo perché l’estetica e il gusto si evolvono, ma perché anche la tecnologia non è si è affatto fermata. Molto probabilmente, un logo creato anni fa non è compatibile con i dispositivi tecnologici di oggi. Inoltre, il pubblico moderno è molto sensibile alla percezione di un logo ed è evidente quando un logo sembra “abbandonato” e non al passo con i tempi.

Il vintage va di moda, un logo abbandonato no!

esempio rebranding Google

GOOGLE

Il logo ha subito pochissime variazioni fino al settembre 2015, quando ha introdotto “[…] un nuovo linguaggio visivo”, grazie a un logo dall’aspetto flat, più concreto e pratico che appare meglio sugli schermi più piccoli, per esempio quelli degli smartphone.

Esiste un vero logo?

Un logo per essere definitivo tale dovrebbe rispettare alcuni requisiti che vanno ben al di là del gusto personale. Deve essere costituito da un unico simbolo, deve contenere preferibilmente due colori (non tre!), deve essere replicabile in 2d senza essere distorto e deve poter essere replicato in bianco e in nero senza perdere la sua identità.

La creatività è sempre da valorizzare, ma un eccesso di estro creativo può essere controproducente.

esempio rebranding McDonalds

MCDONALD’S

Inizialmente, McDonald’s era conosciuto come “McDonald’s Famous Barbeque”. Nel logo del 1940, gli amanti degli hamburger vedevano il nome dell’azienda con la parola “Famous” sottolineata due volte. 

Nel 1960, McDonald’s rivoluzionò il suo logo introducendo i famosi “Archi Dorati” sotto forma della lettera “M.” Gli archi, creati da Stanley Meston, furono destinati a diventare sinonimo riconosciuto a livello mondiale di questo prelibato fast food.

I valori e la mission della vostra attività sono cambiati?

Con il passere del tempo, ci auguriamo che l’azienda si sia evoluta e sia cambiata. Bene, in questo caso potrebbe servire un nuovo logo o solo un restyling che trasmetta la sua nuova identità.

Evolversi sempre, mostrare questa evoluzione ai tuoi clienti…anche.

esempio rebranding Amazon

AMAZON

Il primo logo Amazon era composto dalla lettera “A”. Allora l’attività dell’azienda si limitava soltanto alla vendita di libri. Negli anni, poi, Amazon è diventata leader mondiale nel settore del commercio elettronico, vendendo ogni tipo di prodotto e cambiando cosi il proprio logo per trasmettere un cambio negli obiettivi aziendali.

É arrivata la concorrenza?

Eravate gli unici o i migliori nel vostro settore ma è arrivata una seria concorrenza. Una riprogettazione del logo può aiutarti a combattere e mostrare ai clienti – e ai concorrenti – che non avete rallentato ma che siete moderni e sempre in fase di aggiornamento.

esempio rebranding Pepsi

PEPSI

Dalla 1898 fino agli anni ’50 il logo Pepsi era composto dalla scritta “Pepsi Cola” in rosso, del tutto simile a quello Coca-Cola. Successivamente, il logo fu collegato ad un tappo di bottiglia, introducendo anche il colore blu. La scritta rimaneva identica alla precedente, ma l’introduzione del nuovo colore fu una prima rivoluzione per differenziarsi dalla concorrenza.

A chi deve parlare il tuo logo?

Oltre ai clienti della vostra base consolidata, potreste volerne di nuovi: ma siete sicuri che con il vostro nuovo pubblico – soprattutto quando è composto da consumatori più giovani – il vostro logo funzioni?

Per questo motivo è bene riconsiderare il logo e studiarlo per far si che possa rispondere ai gusti e alla esigenze dei vostri clienti, sia quelli fidati che quelli potenzialmente in arrivo.

esempio rebranding RAI

RAI

RAI ha apportato un ulteriore cambiamento alla sua immagine nel 2016, per “definire un’immagine aziendale unica e distintiva ma anche più coerente ed efficace, e portare nelle case degli italiani una televisione dall’identità visiva contemporanea, semplice ed aperta ad ogni età” come si legge nei comunicati ufficiali.